
13) Mois Maimonide. Macrocosmo e microcosmo.
    Maimonide ci offre questa grandiosa visione dell'universo-
macrocosmo, a cui paragona l'uomo-microcosmo. La sua intuizione
sar un punto di riferimento per il pensiero rinascimentale. La
concezione cosmica  quella tradizionale aristotelico-tolemaica, a
cui far riferimento anche Dante

Guida dei perplessi, LXXII (vedi manuale pagina 277).

1   Sappi che quest'universo nel suo complesso non forma che un
solo individuo; ossia: il globo dell'ultimo cielo, con tutto
quello che contiene,  indubitamente un solo individuo, come Ruben
e David.
2   Avviene delle sue diverse sostanze, ossia delle sostanze di
questo globo con tutto ci che contiene, come avviene, per
esempio, delle diverse sostanze delle membra dell'individuo umano.
Come dunque Ruben, per esempio,  un solo individuo, bench
composto di diverse parti, come la carne e le ossa, e di umori e
di spiriti differenti, cos questo globo nel suo complesso
abbraccia le sfere e i quattro elementi con ci che ne  composto.
Non vi  assolutamente alcun vuoto ma  un solido pieno che ha per
centro il globo terrestre; la terra  circondata dall'acqua,
questa dall'aria, questa dal fuoco, e quest'ultimo  circondato
dal quinto corpo, il quale si compone di molte sfere, contenute le
une nelle altre, tra le quali non vi  cavit, n vuoto, ma si
cingono esattamente applicate le une alle altre. Esse hanno tutte
un moto circolare uguale, n  in alcuna di loro precipitazione,
n lentezza, ossia, che niuna di quelle sfere si muove talora
lentamente, ma ciascuna per la sua celerit e la sua maniera di
muoversi resta sottoposta alla sua legge naturale. Ma queste sfere
si muovono alcune pi rapidamente delle altre, e quella che ha il
moto pi rapido  la sfera che circonda tutto, ossia, quella che
ha moto diurno e che le fa muovere tutte con lei, come la parte si
muove nel tutto, poich tutte formano delle parti in lei. Queste
sfere hanno dei diversi centri; alcune hanno per centro il centro
del mondo, altre hanno il loro centro fuori del centro del mondo;
e altre seguono perpetuamente il loro moto particolare
dall'Oriente all'Occidente ed altre si muovono dall'Occidente
all'Oriente. Ogni astro in queste sfere fa parte della sfera,
nella quale resta fisso al suo posto; n ha moto che gli sia
particolare n si mostra mosso se non dal moto del corpo del quale
 parte. La materia di tutto questo quinto corpo, che ha il moto
circolare, non  simile a quella dei corpi dei quattro elementi
che si trovano interiormente. Il numero di queste sfere, che
circondano il mondo, non pu per alcun modo essere minore di
diciotto ma  tuttavia possibile che ve ne siano di pi, ed  cosa
da esaminarsi. Se poi vi siano delle sfere in circolazione che non
circondano il mondo,  pure cosa da esaminare.
3   Interiormente alla sfera inferiore che  la pi vicina a noi
vi  una materia diversa da quella del quinto corpo e che
ricevette quattro forme primitive, con le quali si formano quattro
corpi (che sono) la terra, l'acqua, l'aria e il fuoco. Ciascuno di
questi quattro (corpi) ha un luogo naturale che gli  particolare,
n si trova in altro (luogo) sino che  lasciato nella sua natura.
Sono corpi inanimati, che non hanno n vita n percezione, n si
muovono da se stessi ma restano in riposo nei loro luoghi
naturali. E se uno di essi fosse costretto ad uscire dal suo luogo
naturale, allora, quando cessa la causa che lo costrinse, si muove
per ritornare al suo luogo naturale; poich ha in s il principio
in virt del quale si muove, in linea retta, per tornare al suo
luogo, ma non ha in s alcun principio nel quale debba sempre
restare in riposo o muoversi altrimenti che in linea retta. I moti
in linea retta che fanno questi quattro elementi, quando si
muovono per tornare ai loro luoghi, sono di due specie: un moto
verso la circonferenza, che  proprio del fuoco e dell'aria, e un
moto verso il centro, che  proprio dell'acqua e della terra; e
ciascuno, dopo essere arrivato al suo luogo naturale, resta in
riposo. Ma quei corpi (celesti), che hanno il moto circolare, sono
viventi e hanno un'anima onde si muovono, n vi  in loro
assolutamente alcun principio di riposo, n subiscono alcun
cambiamento, se non nella posizione, avendo il moto circolare. In
quanto poi (all'intelligenza, e cio) se abbiano anche
un'intelligenza con la quale percepiscono, questa ( cosa) che non
pu essere dichiarata se non con una sottile speculazione. Quando
tutto il quinto corpo compie il suo moto circolare, ne nasce
sempre negli elementi un moto sforzato, per il quale escono dalle
loro regioni, ossia (ne nasce un moto) nel fuoco e nell'aria che
sono spinti (ambedue questi elementi) verso l'acqua e tutti
penetrano nel corpo della terra sino nelle sue profondit, in
guisa che ne risulta una mescolanza di elementi. Poscia cominciano
a muoversi per ritornare nelle loro regioni (rispettive), e quindi
anche delle particelle di terra abbandonano i loro luoghi
riunendosi all'acqua, all'aria, al fuoco. In tutto ci gli
elementi agiscono gli uni sugli altri, e la mescolanza subisce una
trasformazione, onde ne nascono prima le diverse specie di vapori,
poi le diverse specie di minerali, tutte le specie delle piante e
molte specie di animali, secondo il temperamento della mescolanza.
4   Tutto ci che nasce e perisce, non nasce che dagli elementi e
ad essi ritorna quando perisce. Cos gli elementi nascono gli uni
dagli altri e si perdono gli uni negli altri, poich tutto ha una
stessa materia, e la materia non pu esistere senza forma, come
niuna forma fisica, di quelle che nascono e periscono, non pu
esistere senza materia. Dunque, la nascita e la distruzione degli
elementi, come di tutto quello che nasce e che in loro si svolge
perdendosi, seguono (in un certo modo) un moto circolare, simile a
quello del cielo; per la qual cosa il moto di questa materia
formata, mediante le forme che le sopravvengono successivamente,
pu compararsi al moto che fa il cielo nel luogo, ripetendosi le
stesse posizioni per ciascuna delle sue parti


(Grande Antologia Filosofica, Marzorati, Milano, 1966, volume
quarto, pagine 1133-1135).

